Dies Natalis Solis Invicti

 

Il significato del Natale è connesso ad antichissime feste solstiziali volte a propiziare che le terre lasciate inattive durante l’inverno tornino a nuova vita con l’arrivo della primavera.

Le feste solstiziali erano collegate al culto del Sole e della nuova vita che questo avrebbe portato alla fine dell’Inverno, ed è dal culto del Sol Invictus che deriva la festa del Natale.

Tale culto ha origine in Oriente, in particolare in Siria e in Egitto, dove già in epoche preromane la venuta del Sole era rappresentata nel mito da un fanciullo divino partorito da una vergine donna: è il trionfo della luce sulle tenebre che già in tempi antichi era celebrato in prossimità del 25 dicembre o comunque del solstizio d’inverno.

Questa data ha da sempre segnato la nascita d’importanti divinità, come ad esempio il Dio Mitra, festeggiata in Persia, o la nascita di Osiride e di suo figlio Oro in Egitto. In Babilonia si celebrava il dio Tammuz, figlio della dea Istar, rappresentata con il bimbo in braccio e un’aureola di dodici stelle attorno alla testa.  Quelle citate sono tutte divinità “solari”, appartengono cioè ad un mito, ad un dio solare.

Il culto del Sole si consolidò in epoca romana ad opera dell’imperatore Aureliano che istituì formalmente nel 274 d.C. la data del 25 dicembre per la festa Dies Natalis Solis Invicti, dedicata appunto alla nascita del Sole, il dio destinato a portare la luce sulle tenebre dell’Inverno.

Su tale culto, per sincretismo, è stato fatto confluire il Natale cristiano che identifica la data del 25 dicembre come quella della nascita di Gesù Bambino.

Ma perché la data di queste nascite sacre e quindi del Natale, è il 25 dicembre e non il 21?
Probabilmente perché nei giorni dal 22 al 24 dicembre il Sole, nel suo moto apparente, sembra fermo (Solstitium significa “Sole fermo”) e per tre giorni circa sorge sempre allo stesso punto, poi il 24 mostra di riprendere il suo percorso verso il Solstizio di Estate, il trionfo della luce.

Il Natale è dunque celebrato in prossimità del solstizio d’inverno perché il solstizio è simbolicamente l’ingresso ad uno stato superiore di consapevolezza, una nascita, una nuova vita. 

Il Solstizio e il Natale sono quindi strettamente collegati.

Dicembre è, in natura, un mese di preparazione per la nuova vita. Ancora tutto è fermo nel freddo dell’inverno, sotto la superficie della terra c’è il seme del prossimo raccolto. Le tradizioni provengono dalle usanze popolari e questa del Solstizio esiste da tempi immemorabili. La notte del 21 dicembre è stata sempre considerata la notte più magica dell’anno, da trascorrere tra grandi feste di ringraziamento agli dei che culminano con il giorno di Natale.

Questi festeggiamenti e riti venivano fatti per ringraziare il calore della luce solare che tornava a nutrire la terra.

Uno dei rituali più belli, a mio parere, è quello legato all’accensione del ceppo natalizio. La tradizione vuole che qualche giorno prima della Sacra Notte ogni esponente maschile della famiglia vada nei boschi per tagliare un albero di ulivo, betulla, abete o quercia, per poi arderli nel fuoco trasformandoli appunto in “ceppi” natalizi.  Le ceneri poi disperse nei campi per renderli fertili. L’idea di portare nella propria casa un albero per poi bruciarlo diventa così una spiegazione dell’usanza del famoso abete, del resto le luci con cui oggi l’albero viene addobbato potrebbero ricordare questo fuoco rituale e i doni deposti sotto di esso il suo carattere fecondatore e portatore di gioia.

L’albero natalizio diventa, per trasposizione, il ceppo dell’abbondanza in un rituale che si è tramandato nelle tradizioni popolari.

25 Dicembre - Dies Natalis Solis Invicti -

Giorno di Nascita del Sole Invincibile

                     Un grande Augurio di un Buon Natale e propizio Anno Nuovo!